Piccoli Passi

mercoledì 23 ottobre 2013


Desidero che il mare mi tocchi, 
mi faccia respirare il mondo e i suoi perchè, 
mi regali un istante eterno, che porterò con me come ricordo indelebile. 
Il mare è il mistero in cui mi immergo per ritrovare la mia vita. 
Il mare. 
"Stephen Littleword"

Che silenzio che c’è in questa casa, un vuoto incolmabile, eppure loro non sono mai stati qui, se non attraverso me per lo meno. Com’è possibile sentire tutta questa nostalgia, questa “mancanza”? Tristezza… 

Mi sono messa ai fornelli, devo occupare il tempo e la testa. Muffin, crostate, torta di mele, il pane e pure le lasagne con la pasta fatta in casa. Abbiamo anche chiamato l’imbianchino, ho voglia di rinnovare, di cambiare, come se cancellare il vecchio colore potesse cancellare il dolore, come se riorganizzare la casa potesse aiutare a riorganizzare la vita. 

Ho iniziato anche la ricerca di un nuovo lavoro. Il vecchio lo avevo lasciato lo scorso dicembre dopo 9 anni di servizio non solo per dedicarmi alla PMA ma anche perché dopo la morte del mio capo era diventato impossibile lavorare in quell’azienda, non per niente adesso i nuovi “responsabili” stanno dichiarando il fallimento. La settima scorsa sono andata con la mia ex collega nei vecchi uffici ormai smantellati. Scrivanie, computer, documenti, telefoni… era tutto ammucchiato in un squallido magazzino. Che rabbia. Un altro capito della mia vita chiuso. Doveva essere tutto diverso. 

Sabato sera siamo stati a cena alcuni amici. Mi (ci) ha fatto bene. E’ stata una serata piacevole, abbiamo anche riso. Domani ho appuntamento dalla parrucchiera. Piccoli passi… 

Ho scoperto di essere meno tollerante. Molto meno. Non sopporto più alcune persone e vorrei poter frequentare solo chi mi fa stare bene.

Vi immagino giocare insieme sopra le nuvole ❤ ❤

martedì 15 ottobre 2013


Vi immagino giocare insieme sopra le nuvole ❤ ❤ 

I giorni trascorrono lenti e io vado avanti a singhiozzi. Il mio pensiero e lì tra quelle nuvole dove i miei Angioletti giocano insieme. Il dolore si sta trasformando in rassegnazione, anche se ancora non riesco a farmene una ragione. Continuo a cercare un motivo soprattutto per tutti gli eventi strani legati a questa gravidanza. Come se ciò potesse farmi sentire meglio. Vi ricordate il post sul numero 17? Questo numero ha continuato a essere presente in tutti questi mesi della gravidanza (per esempio ho scoperto che i figli del mio ginecologo sono nati rispettivamente il 17 giugno e il 17 settembre). Quando me lo ritrovavo davanti agli occhi per me era un  segno che i miei fagiolini c'erano e stavano bene. Invece poi...
Sono stata in ospedale 17 notti e loro sono rimasti con me per 17 settimane (alla 18^ ho perso il secondo Angioletto). Il mio letto era il numero 71 (invertite i numeri). E' iniziato tutto di venerdì (primo giorno di soppressione), sono entrata in ospedale di venerdì ed è finito tutto di venerdì (due settimane dopo).

Ormai sono a casa da una settimana (mi hanno tenuto in ospedale ancora tre giorni) e i primi giorni sono stati durissimi. Non facevo altro che piangere, mi sentivo come se mi avessero portato via qualcosa di importante e di prezioso che gli altri non potevano vedere. Mi sentivo smarrita e sola, nonostante tutto l'amore che mi circondava, io mi sentivo terribilmente sola. Continuavo a chiedermi dove erano, se avessero sentito il mio amore, se da qualche parte ora erano felici, insieme. Mi sentivo in colpa per non averli protetti abbastanza e per averli abbandonati in quell'ospedale. Nessuna tomba dove piangere... 
Ora va un pò meglio, ma questo dolore c'è e ci sarà per sempre. Mi guardo la pancia, vuota, senza vita.  La tocco, la sfioro e cerco di ricordare come era prima. Ho paura a guardare i vecchi post e ho messo in una scatola tutti i documenti, le ecografie, il test di gravidanza. La vita andrà avanti e io insieme a lei, perché lo devo a loro che hanno scelto di salvare la loro mamma. Ma sono una persona diversa, sento che non sarò mai più la donna che ero prima. Tutto ora ha un sapore diverso, una consapevolezza diversa.

Ci sono tante, tantissime persone che vorrei ringraziare. Amici e parenti che ci sono stati vicini, che hanno fatto i turni per non lasciarmi sola in ospedale, che hanno pensato a mio marito. Mi rendo conto di essere fortunata ad avere tanto amore intorno ma nello stesso tempo sono triste per loro, per i miei Angioletti, che non potranno godere di questo amore. 
Poi ci siete state voi, con il vostro affetto e i vostri commenti. Grazie davvero. So che avete sperato che le cose andassero diversamente.
E poi c'è stata lei... La Presuntuosa, un'amica "virtuale" che adesso è anche reale. Poterla guardare negli occhi dopo aver letto di lei e della sua storia è qualcosa di inspiegabile. Mi ha fatto tanto piacere conoscerla, anche se avrei preferito farlo in una situazione migliore. Questa ragazza meravigliosa è venuta a trovarmi in ospedale quando ancora potevamo sperare di ritrovarci insieme in quello stesso ospedale per partorire i nostri bambini. Lei è una persona speciale, ne ha passate davvero tanto e spero con tutto il cuore che la vita restituisca a lei e a suo marito tutto quello che ha tolto. Forza amica mia!

Un'altra persona che mi è stata accanto è un'amica virtuale conosciuta in un forum. Lei ha vissuto più o meno la mia stessa tragedia. Mi è stata accanto quando ancora potevamo sperare e ancor di più lo è stata dopo, con le sue parole piene di conforto e per niente banali, parole che solo chi c'è passato può pronunciare. La paura, la rabbia, i sensi di colpa, il senso di vuoto... è riuscita subito a capire quello che stavo provando.

In questi 20 giorni di ospedale è entrata nella mia vita un'altra persona. La mia compagna di stanza R. E' entrata nella mia vita in punta di piedi e se non ci fosse stata lei nei momenti peggiori non so come avrei fatto. Ci ha messo il cuore nei suoi abbracci e nei suoi sguardi. Per me è stata com un Angelo nascosto. Mi ha aiutato a trovare la forza quando pensavo di non riuscire ad andare avanti. Ci sentiamo tutti i giorni e non vedo l'ora di riabbracciarla, quando uscirà dall'ospedale con la sua bimba tra le braccia. Per ora lo sa, non me la sento di tornare in quella stanza.
Poi ci sono stati i dottori, le ostetritriche, la caposala e le OSS. Nella disgrazia ho avuto la fortuna di essere seguita da persone non solo molto professionali ma anche molto umane. 

Dicono che Dio non affida a nessuno un peso più grande di quello che è in grado di sopportare. Io voglio credere che sia così e che presto tornerà a splendere il sole nei nostri cuori...

La terra è deserta. 
Gli alberi,un tempo carichi di fiori, 
si stagliano come morti contro il cielo livido. 
I ruscelli sono gelati. 
Ma guarda... 
Là, sui rami compaiono nuovi germogli, 
e il verde, non visto, fa capolino dai campi. 
La primavera è lenta, ma alla fine torna sempre. 
Proverbio Maori

Anche noi abbiamo acceso due candeline per i nostri Angioletti

Un Sogno durato troppo poco

mercoledì 9 ottobre 2013

Purtroppo neanche tutto l'amore che li ha circondati in questi mesi ha dato loro la forza di stare con noi. E' stata una vera e propria via Crucis, un calvario, un incubo durato quasi 20 giorni. Li ho persi lentamente, e questa è stata la sofferenza più grande. Ogni giorno in quel maledetto ospedale ho sperato che la situazione migliorasse invece è stata una pugnalata dietro l'altra. Prima la scoperta dell'apertura del collo dell'utero, poi la rottura delle membrane del gemellino, e lui imperterrito che continuava a combattere forte come un Leone. Tutte le volte che lo vedevo su quel monitor il cuore mi si stringeva sapendo quale destino crudele lo aspettava. Il suo cuoricino ha continuato a battere per 9 giorni, fino a quando il suo cordone ombelicale è sceso in vagina e noi a malincuore abbiamo acconsentito a interrompere per sempre a quel cuoricino di continuare a battere. Il rischio infezione era troppo alto e in ogni caso non sarebbe andato avanti per molto, dovevamo cercare di salvare suo fratello. Nel momento in cui hanno tagliato il suo cordone ho provato una colpa che non mi so spiegare. Io avevo deciso che lui doveva morire (30.09.13). So che non aveva alcuna possibilità di sopravvivenza ma questo non mi fa sentire sicuramente meglio. Due giorni dopo è arrivata la febbre, sempre più alta, la PCR è schizzata alle stelle. Flebo di antibiotici e di pantoprazolo per far scendere la febbre, ma niente. Venerdì 4 ottobre mi sentivo troppo calda, mi sono venute le contrazioni e senza alcuno sforzo ho espulso il mio primo Angioletto. Mezz'ora dopo anche le membrane del secondo gemellino si sono rotte. L'infezione era troppo grave per provare a portare avanti la gravidanza e quindi abbiamo preso un'altra terribile decisione... Mi hanno indotto le contrazioni e partorire quel piccolo secondo Angioletto è stata la cosa più dura e maledettamente crudele che mi potesse mai capitare. 
Non mi chiedo il perché di tanta sofferenza, so che non ci sono risposte... Finalmente sono a casa, ma non riesco a fermare le lacrime, ma è giusto così, tutto questo dolore merita di essere sfogato, spero solo che presto possa tornare a splendere il sole e che i miei Angioletti siano insieme e che da qualche parte abbiano trovato un posto dove essere felici. Ma soprattutto spero che sappiano quanto sono stati importanti e quanto li abbiamo amati, lo spero davvero, perché sinceramente fino a ora non lo sapevo neppure io...

In ospedale ~ 12° giorno ~

martedì 1 ottobre 2013

Da ieri pomeriggio il mio piccolo Angioletto ha raggiunto il suo posto nel Cielo.

Blog Design by Nudge Media Design | Powered by Blogger