Normalità

martedì 19 novembre 2013

Sono stata dal gine per la visita di controllo. Il mio fisico si è ripreso perfettamente, le mie ovaie hanno ripreso a funzionare alla grande, ho già avuto la prima ovulazione e anche il primo ciclo post aborto/parto (ancora non so come chiamarlo). 
Ci ha ricordato che abbiamo 4 pinguini e che possiamo portarli a casa quando vogliamo.
Se decidiamo di riprovarci, procederanno con il transfer di un unico embrione. Nel mio caso c'è stato un problema di incontinenza cervicale (l'infezione è subentrata dopo), quindi meglio evitare una gravidanza gemellare. Il mio utero, in poche parole, non è stato in grado di reggere il peso crescente dei due feti.
Se devo essere sincera, questo problema mi spaventa meno di un'infezione arrivata da non si sa dove. 
Perché a questo problema c'è una soluzione, ossia un cerchiaggio elettivo tra la dodicesima e la quattordicesima. Ed è quello che ci consiglia pure il doc se io dovessi rimanere incinta.
Io però sento una grande tristezza a pensare a una nuova gravidanza e non avere i miei gemelli. 

Mio marito ha deciso di riprendere il Chiroman, l'integratore per la motilità dei soldatini. Il seminale della Fivet era perfetto, ma erano quasi 5 mesi che prendeva questo integratore, così ha deciso di riprenderlo, è convinto che ora una gravidanza arriverà naturalmente. 
Vorrei avere la sua stessa convinzione.
O forse no.
Il ricordo della perdita è ancora troppo presente.
Eppure…
Eppure, ci penso…
Si, penso già a un'altra possibile gravidanza, senza nessuna pretesa, senza nessuna aspettativa.
Ci penso e basta. 
Potrebbe capitare, e questo pensiero anche se mi spaventa, mi da speranza.
E' una sensazione strana.
O forse è solo un modo per ricominciare da qualche parte.

I miei bambini non ci sono più e la cosa che mi fa star più male è che tutto è tornato alla normalità, proprio come se non ci fossero mai stati.
Per tutti quelli che ci stanno vicino la mia gravidanza andata male è argomento tabù, come se non volessero farci ricordare.
Come se NOI potessimo dimenticare…
Eppure…
Eppure, io sto bene. 
Eppure, io non soffro quando vedo la mia amica o mia sorella felicemente incinte.
Eppure, non ci sono stata male quando ho saputo della gravidanza di mia cognata.
Sono "serena" e mi chiedo se ciò sia normale.
Normalità… 
Ci può essere una normalità per una coppia che ha subito quello che abbiamo sopportato noi?
Si.
Siamo molto più complici e uniti. Ci cerchiamo tantissimo. Ci desideriamo. Ci vogliamo, come mai prima.
Il dolore non ci ha distrutti, ci ha rafforzati, come singoli e come coppia. Non ci siamo abbandonati.
E io non cambierei questa nostra "normalità" con nessun'altra.
Perché noi ci amiamo. Perché noi ci rispettiamo. Perché noi siamo NOI. Perché per noi hanno un valore immenso i piccoli dettagli della nostra vita insieme
E credetemi non è cosa da poco. Conosco tante coppie che hanno figli ma non hanno quello che abbiamo noi (l'amore, il rispetto, la complicità). Non è una magra consolazione. E' una triste verità. 

E nella mia normalità, io ho ripreso a fare tutte le cose che facevo prima. 
Sono andata al minimarket di sempre, e sono riuscita ad affrontare gli sguardi compassionevoli delle persone.
Sono stata dalla mia parrucchiera a farmi i capelli e in posta a pagare le bollette.
Ho fatto le analisi nella clinica dove avevo fatto le beta.
Ho affrontato un colloquio di lavoro.
Ho ripreso a fotografare.
Ho deciso di partecipare a un Flash Mob.

E insieme…

Abbiamo fatto piccoli lavoretti a casa. 
Abbiamo deciso di andare via per Capodanno. 
Siamo andati al cinema a vedere il film di Checco (e abbiamo riso).
Siamo stati a cena con gli amici.
Abbiamo progettato e sognato il nostro imminente futuro.
E poi ci siamo amati.
E ancora.
E un'altra volta.
E nel familiare e confortevole abbraccio reciproco, davanti al caminetto acceso, ci siamo addormentati...

Normalità o Follia?
"Mantenetevi folli, e comportatevi come persone normali."

[Paulo Coelho]

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